Polis ellittiche

Quando si scrive di politica è buona norma fare outing. E tu con chi stai?

Risposta semplice: con me stesso. Cerco una politica che dia regole comuni nelle quali potermi far valere per quello che sono, che non privilegi clientele e corporazioni, che rispetti ed esalti il set di valori che costituisce il nostro comune sentire europeo: libertà di pensiero, espressione, movimento, iniziativa economica; diritto alla vita, alla sicurezza, allo stato di diritto, di decidere sulle nostre cure e sulla nostra fine; non discriminazione per sesso, religione, etnia e opinioni politiche. Libero commercio, disciplina fiscale, collaborazione internazionale e crescita compatibile.

Sono un liberale, liberista, libertario e (ahimè) ex libertino. Un 2% degli italiani, ma un tassello chiave in Europa.

Con chi non stai? Con xenofobi, razzisti, nazionalisti, sovranisti, con chi privilegia clientele e corporazioni, con chiunque antepone una organizzazione alle persone. In una parola sola sono nemico dichiarato delle tre cancrene della democrazia: fascismo, comunismo e populismo. Quindi, se apprezzi Salvini ed i suoi passa e non fermarti. Quelli del PD possono essere tuoi avversari, io sono un tuo nemico.

L'articolo di controinformazione di oggi ha per oggetto la visita del Presidente von der Leyen in Italia e il colloquio con il PdC italiano Giuseppe Conte.

Momento importante ma come al solito oscurato dalla televisione di regime per privilegiare cronaca e le bravate del politico di turno.

Scopo della visita era ricevere un nominativo espresso dal Governo italiano per il ruolo rivendicato da Conte di un Commissario di peso, possibilmente con la delega alla Concorrenza, nel costituendo Team della Presidente Eletta.

L'omicidio del Vicebrigadiere Rega ha riacceso il faro sulla presunta emergenza sicurezza. Il modo in cui è stata trattata l'intera vicenda sui media è stato indecoroso. Oramai giornali e TV altro non fanno che rincorrere i movimenti squaraus dei social media. Attività più dannosa che inutile.

Ci si è talmente concentrati sulla polemica da scordare quasi nome e cognome della vittima. A lui vanno onore e rispetto, come onore e rispetto vanno a (quasi) tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine. Il "quasi" esclude le testine, che purtroppo esistono ovunque, e quindi anche tra le forze di polizia.

Chi ha fatto e diffuso la foto dell'imputato ammanettato è certamente da annoverare tra le "testine", ma fortunatamente questa gente è una eccezione.

Allo stesso modo l'emozione non deve distorcere il giudizio sul presunto allarme sociale rimbalzato acriticamente tra social e media: non esiste un emergenza sicurezza!

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