C'era una volta il figliol prodigo, nato e cullato nel principi della libertà di pensiero, della ragione e del primato del cittadino sul sovrano. Sui principi fondanti del pensiero illuministico scrisse la propria Costituzione e costruì le proprie istituzioni.
Ebbe la possibilità di crescere e rafforzarsi, protetto dai conflitti del vecchio continente e dell'oriente da due oceani, e con un entroterra infinito e poco abitato da colonizzare. Divenne il "sogno" di libertà per tanti oppressi e disgraziati, tanto da meritare dai vecchi amici francesi il dono de "La Liberté éclairant le monde".
Intervenne nel primo conflitto mondiale, assestando il colpo decisivo agli imperi centrali. Si ritrasse e nel vecchio mondo si fece avanti la minaccia totalitarista. Poi ritornò, e costruì assieme alla vecchia madrepatria britannica, e ai resti delle nazioni europee occupate da fascisti e nazisti la formidabile coalizione che alimentò la resistenza sovietica, fino all'intervento diretto nel "ventre molle" dello stivale e contro le fauci del vallo atlantico.
Diede impulso decisivo alla creazione del sistema di enti sovranazionali (ONU - FMI - Banca Mondiale) e contribuì alla rinascita europea con il Piano Marshall. Sistema che garanti 75 anni di pace e stabili relazioni transatlantiche, premessa allo sviluppo economico europeo, al crollo della minaccia sovietica, e al suo stesso incredibile sviluppo economico e scientifico.
Fino a qualche anno orsono eravamo rassicurati da un sistema solido di relazioni e istituzioni sovranazionali, che sicuramente necessitava di "manutenzioni straordinarie", ma che oggi viene forse definitivamente affossato dal Presidente Trump. Ma quale è il gioco del Tycoon? Nessuno lo ha capito, proviamo a ragionare sperando di non essere superati dal quotidiano "ordine esecutivo".
Il fronte esterno - fine della alleanza strategica NATO e del multilateralismo - politica delle sfere di influenza
Sotto il profilo strategico Trump vede il mondo come sfere di influenza di 3 potenze (USA, Cina, Russia), e quanto accade nell'emisfero australe sembra lo lasci indifferente ad eccezione del continente Americano. Viene completamente cancellata la dottrina strategica USA dal 1945 (difesa al di la degli oceani), con forti partner resilienti ad eventuali tentativi di espansione di URSS e Cina.
Il disimpegno, sia politico che economico, non nasce con la presidenza Trump.
Nel 2008 la aggressione Russa alla Georgia vide un immediato impegno del Presidente Bush, mentre Obama liquidò come "questioni regionali" la guerra sporca nel Donbas nel 2014, e si limitò ad una telefonata di proteste a Putin dopo il referendum farlocco in Crimea. Salvo poi dare inizio alle sanzioni economiche, e al sostegno finanziario dell'Ucraina, convinto di fermare così Putin.
Sotto il profilo economico, gli USA sono uno dei pochi territori nel mondo senza un trattato commerciale con la UE. Ci aveva provato, egregiamente, la Commissaria Cecilia Malmstoem (ricordate il TTIP?), ma le trattative si protrassero, fino ad essere interrotte dal Trump I, e mai riprese dall'Amministrazione Biden.

Quale lo scopo di Trump?
Sarebbe bello saperlo, perché senza una analisi degli obiettivi è difficile disegnare contromisure.
Trump nasce come speculatore immobiliare (palazzinaro, meglio), e la mia impressione è che stia applicando i classici parametri di quel modello di business: appropriarsi delle risorse, fare più cassa possibile. Nessuna analisi di lungo periodo, e nessun comportamento cooperativo, basta la legge del più forte.
Insomma assomiglia un poco a CiufCiuf Morton di "C'era una volta il West".
La economia predatoria, dove chi prima arriva si appropria delle posizioni di vantaggio che cerca di sfruttare limitando la concorrenza di mercato. Fu un sistema che storicamente portò, certo, alla crescita degli USA durante la Gilded Age celebrata anche sulle serie TV, ma anche ad una serie di crisi sistemiche che spesso neutralizzavano i progressi, e che non vedeva oltre il deal. Il Repubblicano Theodore Roosevelt se ne accorse, e iniziò a porre rimedi con la normativa antitrust, e con le prime norme sulla conservazione delle ricchezze naturali.
Trump e gentile cosca si stanno comportando come i C-Level tossici: tagliano tutte le garanzie e i controlli interni, tagliano risorse e stipendi non impiegati sul "fare" o sul "vendere", tagliano il welfare che permette il ricambio delle competenze, tagliano la ricerca, e tagliano la charity verso il territorio.
Un buon viatico per raccogliere tantissimo nei prossimi anni, pregiudicando il futuro delle prossime generazioni: welfare e debito scolastico, risorse naturali e inquinamento, reputazione internazionale per il taglio dei fondi agli aiuti, e infine anche stabilità della valuta, se va in porto la sostituzione delle riserve con bitcoin. Trump ha 78 anni, e una aspettativa di vita di massimo una decina. Che può fregargliene del futuro?
MAKE AMERICA GARBAGE AGAIN!
Cosa fare? - Aspetti militari
Navigare a vista. Il disimpegno dall'Ucraina è evidente, andrebbe evitato un novello patto Molotov-Ribbentrop di spartizione delle sfere di influenza, che ci troverebbe ovviamente in guai serissimi. La priorità 0 è bloccare Putin, e l'unica strategia percorribile è il sostegno all'Ucraina.
Per il momento ragioniamo "as if" le forniture militari USA si annullino nel breve periodo, e che Trump faccia un passo indietro sulle sanzioni e sui sequestri di beni degli oligarchi russi in territorio USA.
Secondo il Kiel Institute questi i dati della guerra in Ucraina (lato occidente) . sono dati cumulati, quindi per le proporzioni li ho rapportati ai mesi osservati (circa 34 da febbraio 2022 a dicembre 2024):
| Gruppo di paesi | Finanziari stanziati | Umanitari stanziati | Militari stanziati |
| Paesi UE | 6,46 | 9,24 | 71,19 |
| Istituzioni UE | 113,14 | 2,56 | 0,00 |
| Mondo anglosassone (no USA) | 14,96 | 1,60 | 24,08 |
| USA | 49,96 | 3,44 | 65,58 |
| Altri Europa | 5,63 | 3,45 | 8,51 |
| Altri mondo | 17,02 | 2,82 | 0,14 |
| Gruppo di paesi | Finanziari erogati | Umanitari erogati | Militari erogati |
| Paesi UE | 5,74 | 8,40 | 50,05 |
| Istituzioni UE | 46,38 | 2,56 | 0,00 |
| Mondo anglosassone (no USA) | 9,00 | 1,57 | 13,58 |
| USA | 46,60 | 3,42 | 64,13 |
| Altri Europa | 1,10 | 1,38 | 1,85 |
| Altri mondo | 9,65 | 1,63 | 0,14 |
Rapportando il volume degli aiuti rispetto alla spesa pubblica, UE (sia nei singoli paesi, sia nelle istituzioni) ha stanziato circa il 1% della spesa pubblica agli aiuti all'Ucraina, erogandone una metà, gli USA hanno stanziato la stessa quota, erogandola quasi tutta.
Sugli aiuti militari, la assistenza alla Ucraina ha inciso per il 13,7% della spesa militare UE stanziata, per il 0,9,6 % se passiamo all'erogato. Ben altri numeri per gli USA: il "peso" della guerra ha inciso per circa il 3%. I dati? Eurostat, Fred spesa, Fred Spese militari. Ricordate di dividere la spesa per 34/12 per rendere confrontabili i dati
NB: non è tutto costo se, come accade per gli USA, le commesse militari arrivano a industrie domestiche. Quindi le spese vanno ridotte della tassazione su utili e redditi.
Il grosso guaio è la dimensione dell'industria degli armamenti europea. In grado di produrre annualmente "solo" 38 miliardi di beni, quindi nemmeno a coprire la quota annuale di spesa (40-45 miliardi) in caso di ritiro degli USA.
Chiaro che quanto non ci "mettono" gli USA dovrebbe essere acquistato da questi, senza l'ammortizzatore automatico della fiscalità. Nb: negli USA la produzione di materiale militare è attorno ai 15-20 miliardi di dollari, quindi ben in grado di assorbire gli eventuali ordini europei.
Il problema è che non si sa dove andrà a parare Trump:
- Caso A sta facendo il furbo per passare all'incasso: situazione risolvibile mettendo mano al portafoglio
- Caso B è un travone di Putin: dopo offerte al rialzo ci troveremmo davanti ad un blocco.
Non è solamente un problema di dimensione dell'industria. L'industria militare europea è sempre stata ancillare, specializzata in alcuni prodotti, ma non pensata per costituire un complesso militare- industriale come quello USA. Oltre ai materiali principali bisogna assicurare i prodotti di consumo, i ricambi, i medicamenti, il treno logistico ecc...
Illuminante il Report dei servizi informativi per il Congresso per capire la complessità di un sistema militare-industriale.
Quindi: nell'immediato mettere mano al portafoglio cercando di non urtare la suscettibilità del Vitello grasso, in prospettiva ricostruire un sistema militare - industriale autonomo.
Non è invece stimabile l'impatto della revoca delle sanzioni e dei sequestri. L'interscambio commerciale USA-Russia è solamente una proxy per difetto del danno subito. Gli USA potrebbero diventare porto franco per gli affari di Putin e della sua organizzazione criminale con impatto devastante sulla efficacia delle sanzioni europee che stanno strangolando l'economia russa (lo capite dalla massa di reel fake su supermercati pieni, nightlife e italiani entusiasti di essersi trasferiti nei domini di Zar Vladimir.
Cosa fare? Business
I tagli alla ricerca, soprattutto di base, dell'Amministrazione Trump sono una opportunità da sfruttare. Abbiamo l'occasione per richiamare ricercatori USA, o ivi immigrati, garantendo stabilità di impiego, protezione sociale, minore criminalità ecc. Insomma gli asset europei.
Il laicismo europeo è poi una garanzia da derive di estremisti religiosi (che in alcuni stati USA arrivano persino a negare risultati scientifici acquisiti come l'evoluzionismo).
Il secondo taglio, che apre possibilità di coprire gli spazi abbandonati, è sugli aiuti internazionali allo sviluppo, da sempre la porta per accedere alle risorse naturali africane.
La terza linea di azione è sui mercati finanziari: il focus sulla deregulation e sui Crypto asset è potenzialmente in grado di portare guadagni a double digits, così come a perdite quasi integrali del capitale investito. Prospettive accettabili per un trader che a fine serata rimane con cash-only, ma non per fondi pensione e simili.
Questi sono alcuni esempi, da sfruttare con un marketing di sistema come fanno divinamente i francesi con le risorse turistiche. Lo sviluppo lo fa il capitale umano e il capitale finanziario. E dobbiamo porci come alternativa alla giungla rincorsa da Trump e dagli oligarchi.
Il terzo punto riguarda le relazioni internazionali. Ottima la attenzione della Commissione UE verso l'India, e quella italiana verso il mondo Arabo. Più difficile collaborare con la Cina per interessi confliggenti nel continente africano, ma i cinesi sono negoziatori, tutt'altro che comodi, ma perché non perseguire interessi comuni (anche nell'ottica di neutralizzare Putin)?.
Last, but not least, il sistema di relazioni commerciali e di trattati di libero scambio dell'Unione. Come si diceva nella Serenissima "a Venexia no crese niente ma se trova tuto". Anche i pezzenti del mare olandesi fondarono la propria potenza sui commerci e sulle relazioni. Abbiamo know-how da monetizzare.