Apprendere lo slang: l'origine di CHATEAU-LA-POMPE

Apprendere lo slang: l'origine di CHATEAU-LA-POMPE

Ho ben passato il mezzo secolo, ma mi rimane il vezzo infantile, e per alcuni fastidioso, di fare mia e ripetere a pappagallo ogni espressione che mi pare una cazzata, meglio se scurrile, inopportuna e irrispettosa.

CHATEAU-LA-POMPE è tra le poche proponibili senza conseguenze penali.

E' noto a tutti il vezzo transalpino di denominare qualsiasi liquido di risulta dal calpestio di chicchi d'uva "Château" di qua, Château di là. 

Château-la-Pompe è il nomignolo affibbiato alla "Acqua del rubinetto" è l'equivalente del nostro "Acqua del Sindaco".

Appresi la espressione gergale durante la tappa di trasferimento di un nostro vagabondaggio bretone tra Le Vivier-sur-Mer sulla Baia di Saint-Michel e Vannes, all'imbocco del Golfo del Morbihan.

Le Vivier è un piccolo comune con abitanti in tre cifre, sempre a rischio alluvione che si riconosce per la interminabile distesa di mitilicoltura, soggetto di immancabile foto iconica con lo sfondo della Abbazia.

Durante la serata abbiamo altruisticamente collaborato a respingere a morsi la invasione di cozze che stava per sopraffare gli inermi indigeni. 

L'errore è stato andare a passeggiare fronte mare per vedere la immancabile escursione della marea, esponendo Patrizia, che è da sempre delicatina di stomaco quando esposta a vento e temperature inferiori ai 18 gradi centigradi senza adeguato vestiario. E così la consorte si prese una botta digestiva da orbi, martoriata dal conflitto gastrico tra mitili e ghiaccetti di cubo formatisi per il rapido crollo della temperatura.

Impossibile prorogare la permanenza nella camera (eravamo a inizio agosto,  sold out), ci siamo messi quindi in marcia direzione sud a velocità moderata navigando a vista.

 

Arrivati all'altezza di Elven, tra i boschi druidici, abbiamo convenuto di non proseguire, malgrado mancassero solo 20 km alla meta. La presenza di una provvidenziale locanda (l'attuale Lion d'Or) incrociata in un intorno della "mezza", tolse ogni dubbio. Presa una camera nel sottotetto vista chiesa, Patrizia a letto e il sottoscritto a tavola.

Vedendomi soletto, e non immaginando che è per me una goduria farmi i cazzi miei al desco, si avvicina l'oste e mi chiede ragguagli sulla salute della consorte, offrendosi di farla visitare dal medico del paese. Spiego la faccenda e il transalpino conviene che probabilmente una giornata di relax e un paio di the caldi e riso in bianco a cena dovrebbero risolvere. Così fu.

Il bello di fermarsi in località non turistiche in tutta Europa è lo scambio di aneddoti, informazioni ed espressioni gergali. Nel caso di specie, al mio parlar buffo "eau de la mairie" (aqua dal sindic), fui opportunamente corretto con la altrettanto buffa espressione, ma certificata AOP:

Château-la-Pompe