CETA: saremo invasi da cereali al glifosato?

Post veloce sulla faccenda del Glifosato.

Si tratta di una delle argomentazioni portate avanti da Coldiretti per contrastare il rapporto di libero scambio con il Canada (CETA), che a breve dovrà essere approvato dal Parlamento italiano.

 

Bullets

1) Pericolosità

Il glifosato è il diserbante probabilmente più diffuso al mondo, per l'efficienza nel seccare le erbacce, e per un livello di tossicità per l'uomo alquanto basso rispetto ad altri prodotti.

Nel 2015 La Agenzia Internazionale per la ricerca  sul cancro (IARC) mette sotto osservazione il prodotto.

Questo il parere di IARC: il glifosato è classificato tra gli agenti probabilmente cancerogeni (Gruppo 2/A). Questo significa che c'è limitata evidenza scientifica della pericolosità per l'uomo, ma sufficiente evidenza della pericolosità per gli animali. (vedi la monografia IARC pag. 78).

Non mi spingo oltre, a ciascuno il proprio mestiere, e non ho le competenze per entrare nel merito di un giudizio scientifico. Da persona pratica mi sembra un elemento a rischio, ma la cui rischiosità deve essere paragonata alle alternative.

2) Tutele nel Trattato CETA

Il Trattato UE/Canada dedica l'intero Capitolo 5 alle tutele sanitarie su prodotti alimentari, piante e animali. Il punto chiave è il 5.7. Per farla breve è l'importatore che detta le normative da applicare ai prodotti in entrata. L'esportatore applica le normative ai prodotti, li testa in laboratori autorizzati e controllati dall'importatore e solo se queste condizioni sono rispettate i beni entrano nel territorio dell'importatore evitando la trafila dei controlli fitosanitari in dogana.

Alcune osservazioni:

  1. i prodotti canadesi possono essere acquistati anche senza gli accordi CETA. La differenza è la semplificazione delle procedure doganali. Questo significa che anche produttori minori possono entrare nei rispettivi mercati riducendo gli oneri. Tenere un prodotto fermo in dogana per i controlli significa pagare il costo del deposito.
  2. Tutti i trattati sono bidirezionali, se carni e cereali canadesi entrano più facilmente in europa, anche i salumi e formaggi europei (a maggior valore aggiunto) entrano più velocemente in Canada.
  3. consideriamo sempre che l'Italia è importatrice netta di cereali e carni. Sul grano tenero la nostra autosufficienza è di appena il 33%. Visionare i dati ISMEA per credere.

3) Il glifosato nell'Unione

Il glifosato è un prodotto approvato per l'utilizzo nell'Unione europea, ultimo via libera nel 2017, attualmente sotto esame in 4 stati membri (Francia, Ungheria, Olanda e Svezia) per valutarne la pericolosità. Per valutare 

E' un prodotto liberamente utilizzabile con restrizioni (Regolamento UE 1313/2016): 

  • divieto di impiego nelle aree frequentate dalla popolazione;
  • divieto di impiego in pre-raccolta al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura;
  • il divieto dell'uso non agricolo su suoli vulnerabili e nelle zone di rispetto.

 Secondo la classificazione Eurostat il Glifosato è classificato tra gli altri pesticidi, quindi non ho reperito una evidenza specifica delle vendite del singolo prodotto. In Italia la categoria "pesa" per un 35% circa delle vendite di prodotti erbicidi, non poco.

4) Q&A al Parlamento Europeo

Nel novembre 2017 un gruppo di europarlamentari leghisti avevano già inoltrato interrogazione scritta alla Commissione sulla base di informazioni divulgate dalla trasmissione Report

Come molte altre trasmissioni della Gabanelli, il fine dell'audience giustifica il difetto di scientificità.

La risposta, evidenziando che NESSUNA SEGNALAZIONE in tal senso era pervenuta dalle autorità sanitarie degli stati membri ribadisce il senso della nota che vi ho redatto:

"La Commissione desidera inoltre ribadire che l’accesso di merci canadesi nell’ambito del CETA non implica la libertà di ignorare le leggi e i regolamenti dell’UE, ma solo il diritto per beni e servizi canadesi di essere ammessi sul mercato dell’UE alle stesse condizioni dei beni e dei servizi dell’UE. Né il CETA, né qualsiasi altro accordo commerciale, cambia il fatto che tutti i prodotti importati nell’UE devono conformarsi alla normativa e ai requisiti dell’UE in vigore al momento dell’importazione."

Conclusioni

Occhio alla penna: entreremo presto in una fase critica per la approvazione del CETA, e la cancrena delle corporazioni (Coldiretti, nel caso), sorretta dalla ignoranza populista può creare danni irrevocabili, esattamente come per quanto accaduto con la Xilella.

I rischi di contaminazione dalla applicazione dell'accordo sono una menzogna diffusa ad arte. Il trattato prevede espressamente l'obbligo di conformità alle normative igienico sanitarie per i prodotti in ingresso, e la agevolazione consiste nella riduzione (e potenziale azzeramento) delle spese amministrative per chi commercia tra i due paesi (si, perché come mercato la UE non ha confini dal 1993).

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